Rispetto e benevolenza sono le parole chiave della relazione di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino sulle radici storico-sociali della violenza diffusa e della mafia in Sicilia.

Siamo nel 1876 e da allora le successive analisi improvvisate o meno dagli apparati istituzionali dello Stato sono rimaste invariate: il principale meccanismo che lega la gente alla criminalità organizzata è un rapporto di complicità basato sul principio del rispetto. Siamo alle origini del sistema clientelare ancora oggi presente. La simmetricità dell’Ama il prossimo tuo come te stesso, non trova però spazio dove agisce il potere, qualunque tipo di potere. Nel caso della mafia non è la volontà di Dio a stabilire le argomentazioni che giustificano le azioni.

Trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati da loro è una simmetria che il potere non tollera. Il potere, qualunque tipo di potere, divide e oppone. Lo sa bene chi sceglie di entrare nell’orbita del rispetto: chi accetta di pagare il pizzo, di sottomettersi alla protezione del capobastone della zona. Lo sanno bene tutti coloro che si mettono a servizio del potere per fare lavori sporchi: pezzi importanti delle istituzioni, burocrati e tecnocrati spietati che trattano le vite umane come delle semplici “cose”. I patti di rispetto con la mafia e con il potere, prima o poi falliscono a tutto vantaggio del più forte. Lo sanno bene tutti quei coraggiosi imprenditori che hanno scelto di denunciare il pizzo per poi trovarsi a fare la guerra con Equitalia.

Perché se si esce dall’orbita di un potere per entrare nella sottomissione di un altro potere si rimane per sempre dipendenti, per sempre “una cosa”. Marx sosteneva che un essere umano non si ritiene indipendente a meno che non sia padrone di se stesso. Bisogna dovere la propria esistenza solo a se stessi. Un uomo che viva grazie al favore di un altro è un uomo-cosa, sempre più un “uno” e sempre meno un “Io” per usare un’espressione di Heidegger. Bisogna uscire dalle gerarchie: schierarsi con la minoranza, contro gli uomini di rispetto.